"La grande notte disordinata e tiepida
che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
IV
Non sai cos'è l'odore della pioggia:
l'acqua è uguale all'aria
e gli uccelli confondono i limoni.
La terra sotto le nuvole che non si vedono
rivolge al giorno la sua coda
e al cuore continua il supplizio.
III
(Einmail ist keinmail - primo foglio)
Che hai da guardare? Sto solo scrivendo una mail.
"Caro Eugenio,
i vaglia di papà non bastano più. Torino è cara ed il lavoro alla casa editrice non va. Mi pagano da schifo e leggo cose orribili. Ogni tanto riesco ad ottenere qualche collaborazione, ma niente di trascendentale. Tuttavia sono ancora in grado di comprare le scatolette di tonno. Spesso suono la chitarra di notte e il tizio di sotto batte colpi sul soffitto con una mazza che credo vorrebbe ficcarmi su per il culo. Però Laura dice che scopo bene e Torino mi sembra così bella sotto la neve..."
II
Ho avuto l'impressione
che qualcuno mi parlasse.
Ma stavo sognando
e non lo sapevo.
I
"Oggi è il giorno in cui la maschera indosso:
ascoltate la notte regalarmi il suo avorio,
le sue luci sulla città degli esiliati,
i suoi odori e i suoi rumori d'argento.
Al cospetto dei suoi rossi pomi
arridete al destino che disegna la scìa,
stringete da lontano con lo sguardo
il cerchio che nelle stelle
indicherà rivolto la mappa del Fato.
Al lume di una candela ne dovrete seguire la trama
spendendo affannoso il respiro
tra le carte di un bianco sbiadito
mentre lei sfila l'anello dal dito.
E ora non resta se vorrete ascoltare
che aprire le finestre alla sera,
all'esercito delle maschere e al suo battere
i passi sul tappeto sotto la luna"
Prologo
Accendono la radio:
"Buonasera, sono le 0,30. Qui è la voce del Fato che vi parla. Oggi è il diciannove maggio del duemilasette. Ma forse è un anno qualsiasi. Il tempo è buono ma c'è un po' di vento, giusto a ricordarci che nemmeno di notte si riesce a stare da soli. Domani sarà buono, oltre i venti gradi. Si informa la cittadinanza che in data odierna ha inizio l'Era. Il Fato vi assicura che non saremo tutti precari e che continueremo a creare. Musica, musica, soprattutto tanta musica. Così conclude la voce del Fato. Buonanotte..."