"La grande notte disordinata e tiepida che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
sabato, 06 ottobre 2007
XXIII

Ora chiedo alla Poesia la parola libera della mia voce

Se esiste se vera
se può costruire un verso epico
o grattacieli o sonagli o acanti o campi

Campi coltivati     verderame    treno di spighe    biciclette    siringhe pestate    palazzo fascista      vacanze estive, verdi vacanze estive di ferro     fili elettrici      b&b    sigari all'anice     pioggia battente       sigarette in macchina     perché alzano le gambe al cielo?     Mangio terra     sapore bagnato di punte     alluci ritmati si contorcono     sulla panchina     il mio futuro sgocciola nel canale

Strada sterrata      pneumatici ciottolosi     cuore a salti    ho un'amica che ride con me     ho un'amica che ride come me      un'amica a cui lo metterei nel culo così libero la mia poesia da ogni timore

Così la mia poesia sarà l'amore eterno di cui non sono capace     un lungo prendere fiato dopo l'amplesso      il singhiozzo della mia solitudine     il singhiozzo contro la mia solitudine    il singhiozzo che diviene parola     la parola che diviene bocca      la bocca che diviene ossigeno

Così la mia poesia sarà il mio ossigeno      gas vitale dei miei giorni    giorni incerti di tutte le stagioni dileguano in unico Uccello     ma sarà un giorno in cui pioverà Sole    un rumore improvviso      e il tempo finirà

Così la mia poesia sarà una panchina.
Scritto da: 5555555555 alle ore 17:44 | link | commenti (17) | categoria: poesia, flussi

Commenti
#1   07 Ottobre 2007 - 12:07
 
Leggo in silenzio... Giulia
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#2   07 Ottobre 2007 - 13:07
 
@giuba47: benvenuta...
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#3   07 Ottobre 2007 - 16:17
 
Oserei dir carnale, come testo. Ergo la panchina è un po' fredda per starci, orsù.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Todomodo

#4   07 Ottobre 2007 - 17:10
 
@todomodo: forse nemmeno troppo carnale. E per la panchina: pensavo ad una panchina in un giorno di pioggia.
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#5   07 Ottobre 2007 - 23:13
 
Sarebbe carino cogliere il motivo che ti ha portato alla disposizione delle parole (o meglio, il motivo sembra chiaro, ma non credo possa giustificare il risultato finale poiché quell'insieme di parole, così disposte, è confusionario).


Non mi spiego questa parte:
"Campi coltivati verderame treno di spighe biciclette siringhe pestate palazzo fascista vacanze estive, verdi vacanze estive di ferro fili elettrici b&b sigari all'anice pioggia battente sigarette in macchina perché alzano le gambe al cielo? Mangio terra sapore bagnato di punte alluci ritmati si contorcono sulla panchina il mio futuro sgocciola nel canale"
Vedi, non capisco.

Finita questa parte, diventa piacevole.
Abbastanza piacevole, fino alla panchina.
Di certo, sai fare di meglio, mettiamola così.
Ma questo:
"Così la mia poesia sarà l'amore eterno di cui non sono capace un lungo prendere fiato dopo l'amplesso"
mi sembra sufficiente per non bruciarla.







Sarebbe carina un'ombra (e più) di punteggiatura, ma so che è una scelta consapevole, che come immaginerai, non condivido.
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#6   08 Ottobre 2007 - 13:31
 
"o grattacieli o sonagli o acanti o campi" mi fa impazzire, suona così bene che me lo ripeto da sola...

Cosa ci fa quella virgola sparuta, lì in mezzo?
Confusionaria.
Forse più bella quanto più confusionaria.
E non la panchina, né la poesia... ma del futuro che sgocciola nel canale mi sono innamorata.
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#7   08 Ottobre 2007 - 13:57
 

A me piace molto l'ultimo verso.
Mi ha sempre suggestionato il
gioco della parola che perde le ali e diviene oggetto tangibile.
L'unico problema di "così la mia poesia sarà una panchina"
è il suo peso maggiore , come qualità e forza espressiva, rispetto al resto : non si avverte tanto una cesura (che sarebbe stata auspicabile , vista la posizione del verso) , quanto piuttosto uno squilibrio.

Preferisco la seconda parte , dove espiciti una sorta di manifesto personale. In generale , la poesia si fa leggere e rileggere volentieri.

Il mio consiglio è di approfondire il tema delle intenzioni, sicuramente con qualche limatina qua e là.

Un saluto
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#8   08 Ottobre 2007 - 20:07
 
@bellallegria: proverò a rispondere in ordine alle tue curiosità:

1) C'è un motivo di fondo a quella disposizione: il ritmo del mio "respiro", per dirla con Ginsberg. In quel momento, ho cercato solo di rendere conto di una serie di cose che mi hanno investito e lo ho messe così. La loro disposizione dipende dal ritmo con cui mi venivano in mente: ovvero, quegli spazi all'interno di versi più lunghi rappresentano solo lo stacco che passa tra la cessazione di un'immagine e la formazione di un'altra (per quanto possa mai essere definibile con esattezza il momento di questo passaggio). Traducendolo in termini metrici e sintattici, c'è uno spazio ogni qual volta comincia un nuovo "respiro", e un nuovo verso quando c'è una pausa (mentale) più lunga. Posso altresì precisare che laddove è possibile rintracciare un preciso schema, come la presenza di piedi anapestici o anche dattilici, non si deve pensare che ciò sia ascrivibile ad un calcolo preciso.

2) La strofa che tu hai citato è un lungo "correlativo oggettivo", ovvero un'enumerazione di una serie di oggetti che esprime, più o meno direttamente, le sensazioni legate ad una situazione particolare (nel caso un viaggio in treno: tutto quello che c'è è quello che ho visto durante un viaggio in treno, a parte un'immagine, che invece riguarda un momento della scrittura). Cioè: ho avuto il ricordo di quel viaggio attraverso un rinnovato "fluire" di quelle immagini, dei ricordi presentatisi come oggetti/situazioni vivi..

3) Ti ringrazio per la fiducia sul "sai fare di meglio". Lascia però che ti dica che si tratta di "gusto personale" ad un certo punto. In ogni caso poso dirti che non brucio niente: in genere metto in un cassetto e aspetto che maturi, aspetto che passi del tempo in modo da poter giudicare meglio circa la bontà di una composizione..

4) Non c'è punteggiatura e comprendo le tue difficoltà. Io posso dire che una mancanza quasi totale dipende dall'idea che avevo riguardo a questo tipo di scrittura: un flusso...L'unica punteggiatura, l'unica metrica, volevo fosse un ritmo "intimo" che non può rendere nessuna punteggiatura.

Aggiungo che è sempre un piacere parlarti di queste cose...

@occhiorientali: Sono deliziato dall'idea che tu ripeta miei versi a memoria :). Non ho idea di cosa ci faccia quella virgola lì: è venuta e come dicevo nel punto 4 a Bellallegria, è frutto di una scrittura spontanea per così dire (a messo che esista un modo di scrivere spontaneo) e quindi ho semplicemente deciso di ignorare la cosa per non togliere immediatezza alla scrittura, per non squalificarne l'idea originaria. Conseguentemente la poesia è confusionaria per il semplice fatto che non ho provato a metter ordine, ho lasciato che venisse tutto da sé. Ma se ho capito bene, può andare, e sai che ho molta considerazione del tuo giudizio...

@GenerALEinverno: Non c'è cesura nell'ultimo verso perché semplicemente non è venuta. E forse volevo che trasparisse proprio uno squilibrio. E sì, infine devo ammettere che è un tipo di scrittura che pratico da poco e che perlopiù ho adoperato per qualche pezzo in prosa. Magari rendo meglio con altro. Magari bisogna solo approfondire un po'. Grazie comunque per l'attenzione.
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#9   09 Ottobre 2007 - 01:57
 
@bellallegria: preciso sul commento #8 che di quel lungo "correlativo" fa parte anche un immediato dopo-treno.
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#10   10 Ottobre 2007 - 01:39
 
Questo è meravigliosamente zen
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#11   10 Ottobre 2007 - 01:41
 
@censurato: sul serio? Non credevo...
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#12   10 Ottobre 2007 - 21:05
 
@5555555555: Credilo
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#13   11 Ottobre 2007 - 03:05
 
Azz', Giggettone mi diventa sempre più bravo...
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#14   11 Ottobre 2007 - 19:09
 
@censurato: comincio a crederci allora...

@dammerung: Grazie...Comincerò a credere anche a questo...

p.s.: vir' e te laureà!
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#15   15 Dicembre 2007 - 16:21
 
è vero, non bevo più. Ma cribbio, invece di ammesso ho scritto a messo. Cosa diavolo ho nella testa -_-
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#16   15 Dicembre 2007 - 18:46
 
...io lo passerei come pseudo arcaismo (che donna clemente)
portando come fonte un tratatello cinquecentesco sconosciuto.
XD
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#17   15 Dicembre 2007 - 18:47
 
@bellallegria: certo, si tratta proprio di uno pseudo arcaismo..
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