"La grande notte disordinata e tiepida che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
giovedì, 11 ottobre 2007
XXIV

In questi giorni, ho provato a familiarizzare con l'idea di dover scrivere una tesi di laurea specialistica, ma l'unica cosa che ho capito è che non ho ancora chiare le linee di sviluppo di un tale progetto; ho cominciato però a raccogliere degli appunti e delle note che vi proporrò, da oggi, con una certa frequenza. Spero ciò possa rappresentare, almeno per me, un utile esercizio di chiarificazione.

§1. La fisica, fino all'inizio del '900, forse con l'unica eccezione di Boltzmann, agisce su uno sfondo materialistico, più o meno ingenuo a seconda dei singoli casi: quello che si trova in teoria deve trovarsi, in qualche modo, anche nella realtà. La meccanica quantistica, invece, ancor più della teoria della relatività, pone in maniera radicale un problema a questo materialismo poiché, per via delle sue previsioni, vengono sconvolti dei veri e propri dogmi (per esempio il concetto di traiettoria), o comunque, dei concetti che sono alla base di quel materialismo e la cui critica deve per forza mettere in dubbio le assunzioni dello stesso. Alla luce di questa situazione, Heisenberg prova a cambiare prospettiva e a non considerare come punto di partenza, come primo dato fondamentale, la materia, ma la forma matematica determinante la materia (riferendosi qui esplicitamente a Platone), forma che deriva dalla domanda circa la possibilità di scomporre in parti sempre più piccole la materia stessa. Il che gli permette di risolvere, o quantomeno di aggirare, parecchi problemi di coerenza interna dei presupposti filosofici della fisica.
    Ora restano due ordini di problemi: a) che cosa hanno inteso i fisici per materia? E' possibile ammettere che sia universalmente valida l'equazione materia=mera estensione? b) la metodologia scientifica può davvero essere così paragonabile ad una dialettica della divisione come è quella platonica? E come deve esprimersi un risultato di tale dialettica?
Scritto da: 5555555555 alle ore 21:05 | link | commenti (26) | categoria: appunti, frammenti, filosofia, fisica, saggi, quaderno

Commenti
#1   14 Ottobre 2007 - 19:50
 
insomma una cosetta leggera, giusto per gradire, eh?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente johnnywalker

#2   15 Ottobre 2007 - 01:30
 
@johnnywalker: sarà che mangio abbastanza pesante, come qualcuno può testimoniare...
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#3   15 Ottobre 2007 - 13:49
 
ehm ecco, io quei due ordini di problemi lì ce li ho sempre avuti in mente... grazie per aver posto la domanda eh U_U stavo per farlo io...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente occhi0rientali

#4   15 Ottobre 2007 - 23:12
 
@occhiorientali: sono contento di averti anticipata ;)
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#5   16 Ottobre 2007 - 20:15
 
Per quanto concerne il concetto di materia può essere interessante vedere la posizione di Hertz, espressa da questi nel testo "Meccanica", Der Mechanik; tra l'altro L. Wittgenstein utilizza Hertz per chiarire il concetto di molteplicità logica (è interessante questo punto, che costituisce una chiave di lettura importante, a mio avviso, della serie di proposizioni del Tractatus dalla 4 in poi), e quindi il rapporto tra proposizione e situazione, che la proposizione descrive, ad essa connessa.
Volevo poi capire l'accostamento che tu fai nel post, probabilmente solo un accenno, ed è questo il motivo dell'imprecisione apparente, tra meccanica quantistica (ma la domanda a tal proposito potrebbe suonare quale maccanica quantistica? Quella di de Broglie, Dirac, Heisenberg, Bohr....) e teoria della relatività einsteiniana; partiamo infatti, sebbene tu non entri in un discorso preciso a tal proposito, da due concezioni dell'universo fisico opposte a tratti.
Per Einstein la materia è l'opposizione ma nel contempo anche la fonte della conoscenza fisica (all'interno di una teoria dal chiaro sapore realista) per i fisici di Copenhagen invece, tanto per riferirci al filone dei quanto-teorici più importante, essa in primo luogo non può essere definita -neppure- univocamente (non dimentichiamo che alcuni storici della scienza hanno parlato di idealismo nelle concezioni di fisici come Heisenberg e Bohr). Poi francamente non capisco in che modo i fisici avrebbero considerato materialisticamente la coincidentia teoria e materia. E' vero, tu aggiungi in qualche modo, quasi come se fosse un'incidentale, ma il punto è proprio questo l'in-qualche-modo determina la non coincidenza o corrispondenza perfetta.
Già Galileo nel "Saggiatore" mostra come il metodo scientifico possa fornire solo definizioni operative e non ostensive degli enti indagati (e qui sarebbe interessante intercalare con Russell il quale ritiene gnoseologicamente rilevante solo la conoscenza indicale, comunque il discorso porterebbe troppo in là).
Grazie per la pazienza e se puoi rispondimi...... io sono Pio Sacalulo
utente anonimo

#6   16 Ottobre 2007 - 22:36
 
Riguardo all'ultima domanda, dipende da cosa intendi per "metolodogia scientifica", espressione monolitica che raccoglie però una svariagata gamma di procedimenti, strumenti, ecc. (vedi Contro il metodo di Feyerabend).
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente latendarossa

#7   17 Ottobre 2007 - 01:23
 
@Pio Sacalulo: volevo prima di tutto scusarmi per l'incuria con cui è venuto fuori qualche passaggio del mio ragionamento. Vorrei precisare, però, che ciò è dovuto al fatto che questi sono solo "appunti", in genere note a margine di letture più o meno specifiche e, in tal senso, figlie di queste. Per altro, mi scuso in anticipo se qualche altro pezzo del genere possa risultare della stessa pasta di questo. Ma è bene che ora mi cimenti col chiarire quel che ti devo:
1) Mi riferivo, nello specifico, alla meccanica quantistica di Heisenberg: e questo perché ritengo la sua opera quella più feconda e lucida da un punto di vista della riflessione "metascientifica". (Uso questo termine perché non so ancora bene in che senso si possa parlare di una riflessione strettamente filosofica).
2) l'accenno alla teoria della relatività, che nel post appare, come giustamente notavi, quasi frivolo, è dovuto al fatto che pensavo, sulla scorta delle indicazioni dello stesso Heisenberg, all'origine epistemologicamente comune della teoria einsteiniana e della teoria quantistica: una riflessione circa l'insensatezza di una determinata posizione (in Einstein sulla "simultaneità", in Heisenberg sulla "causalità")
3) Su Wittgenstein, e in particolare su quello che dicevi tu, potremmo stare giusto qualche ora a parlare della "forma logica", ciò che la proposizione e la realtà hanno in comune
4) Sul materialismo: quelle considerazioni erano dettate, perlopiù, da quelle che Heisenberg faceva circa la tradizione ottocentesca e l'atmosfera positivistica entro la quale egli si trovò a lavorare. (Per la verità, secondo me, c'è qualcosa di più dietro, che parte da un po' più lontano: ma, in quel momento, pensavo soprattutto a quanto ti dicevo fuori dalle parentesi)
4) Su Galileo e Russell: ecco che cosa avrei in mente per quel "dietro" del punto 3

@latendarossa: Rinnovo ancora le scuse per qualche "leggerezza". Però, ripeto, credo ciò sia ascrivibile al carattere "marginale" di certi pensieri. Ed è vero: nel termine "metodologia scientifica", come minimo, si può riscontrare un certo grado di ambiguità. Posso però dire che, in generale, mi riferivo ad un "atteggiamento" piuttosto che ad un metodo ben codificato di norme e regole operative.

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#8   17 Ottobre 2007 - 01:27
 
sul commento 7: si deduce che non so più nemmeno contare...
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#9   17 Ottobre 2007 - 12:07
 
Mi sento davvero molto ignorante, Giulia
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#10   17 Ottobre 2007 - 12:36
 
@giuba47: Be', pensa che io ho dimenticato la successione dei numeri.. ;)
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#11   17 Ottobre 2007 - 18:25
 
Grazie della risposta.
Pio Sacalulo
utente anonimo

#12   17 Ottobre 2007 - 19:02
 
@Pio Sacalulo: non c'è di che...
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#13   19 Ottobre 2007 - 19:59
 
complimenti per i tuoi pensieri lucidi e trasparenti...mi astengo non senza sforzo dal commentare tuttavia guidato dal carattere fortemente embrionale che hai dato al tuo post...sono felicissimo di aver trovato un blog del genere,e attendo l'epilogo di questioni universitarie (laurea triennale) per appallarti un pò...prima di lasciare,per cause di forza maggiore,mi stavo appassionando matematicamente attravarso la relatività speciale, al cronotopo di minkowski....In realtà ti confesso di avere un debole per Boltzmann...:P
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#14   19 Ottobre 2007 - 23:51
 
@Quanto: ti ringrazio...e devo ammettere che anche io ho un certo debole per il vecchio Boltzmann. E sono fermamente convinto che le sue riflessioni epistemologiche meriterebbero ben maggiore attenzione di quanto in genere si faccia...

p.s. mi scuso anche con te per l'asistematicità di questi appunti...
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#15   20 Ottobre 2007 - 13:11
 
Oh no Quanto, non ti ci mettere pure tu! -_-
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#16   20 Ottobre 2007 - 14:31
 
@bellallegria: uff! finalmente qualcuno che mi assecondi oltre Pio Sacalulo e tu lo vuoi smontare?
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#17   20 Ottobre 2007 - 16:46
 
...tra l'altro questa cosa:
"attendo l'epilogo di questioni universitarie (laurea triennale) per appallarti un pò..."

Sopratutto perché quest'epilogo è imminente.
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#18   20 Ottobre 2007 - 17:36
 
@bellallegria: potrebbe essere quasi piacevole
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#19   20 Ottobre 2007 - 20:52
 
per me che sono un quanto è come per bellallegria evitare di parlare di bellallegria...hihi...e poi tu dovresti cogliere il fascino che si cela dietro a "guardate l'idrogeno tacere nel mare, guardate l'ossigeno a suo fianco dormire"
epilogo imminentissimo,e poi mi rituffo trà le sudate carte...
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#20   21 Ottobre 2007 - 03:37
 
"Soltanto la legge che io riesco a capire.."
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#21   21 Ottobre 2007 - 11:12
 
Ok, siete contro di me -_-, me ne faccio una ragione.
D'sltronde quando mi citate Faber non posso che sciogliermi, bravi.

Ma poi, conviene essere un chimico?
(ehm, ma non si parlava di fisica? ...Mi mettete sempre in imbarazzante difficoltà)
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#22   21 Ottobre 2007 - 14:28
 
@bellallegria: il problema sta tutto nel processo di fisicizzazione delle scienze..
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#23   21 Ottobre 2007 - 16:10
 
sìssì
è tutto lì.
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#24   21 Ottobre 2007 - 16:49
 
è proprio questo il fascino della fisica, (ora 5555555555 mi prenderà a calci nel didietro) la sua concretezza, annessa alla scarsa formalizzazione...il linguaggio della fisica,per quanto teorica, è molto più "rozzo" e diretto del vocabolario di un paragonabile livello di matematica...è tanto stupendo quanto intrigante vedere come autovalori, gradienti, divergenze, rotori, tensori, campi, prendano corpo essenzilmente solo in flussi e moementi...è come se il fisico non si preoccupasse di acconciare in splendide forme i risultati della sua indagine, perchè già la sostanza è sufficiente per turbare e sconvolgere gli animi...preoccupazioni del tutto opposte affliggono il matematico, sempre alla ricerca della notazione raffinata, contratta e formalmente elegante....
Per questo amo Boltzmann che, con un semplice, banale, antiestetico, logaritmo, ha arato profondamente il concetto di reversibilità se non i nostri animi...
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#25   22 Ottobre 2007 - 01:59
 
No,ma fammi capire una cosa...quanti anni hai?!(e scusa se mi sono fermata a leggere solo la prima riga.Perchè é quello che ho fatto,lo ammetto).
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente saltonelvuoto

#26   22 Ottobre 2007 - 02:57
 
@bellallegria: credo che sia così.

@Quanto: tu hai esattamente espresso l'esigenza per la quale Heisenberg ha tentato di rifondare il linguaggio della fisica. L'immediatezza, l'intuitività, i caratteri imprescindibili di quel "codice" che si era, negli anni, raffinato nel fango dell'esperienza.

@saltonelvuoto: figurati...ora, nonostante io tenga molto alla privacy, ammetto di essere un giovanotto, seppur tutt'altro che imberbe..Comunque gli anni sono 22
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