"La grande notte disordinata e tiepida che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
mercoledì, 31 ottobre 2007
XXIX

§1.2 Secondo Heisenberg, Platone ci aveva visto giusto: prima l'idea e poi la materia.

§1.21 Si può dire che la fisica abbia speso gran parte del suo tempo a dividere la materia in parti sempre più piccole. Il fatto strano è che i problemi sono cominciati quando è andato esaurendosi l'ultimo passaggio di questa divisione. Se, difatti, si scontrano due particelle ad altissima energia, ci accorgiamo che le particelle prodotte dall'urto non sono più piccole delle particelle rotte. Vale che un urto tra due particelle produce quello stesso tipo di particelle (equivalenza di massa ed energia). E questo non è affatto il risultato di una divisione: una divisione necessita come risultato un quoziente più piccolo del dividendo. Invece di un lieto fine, invece del meritato riposo dopo un lungo cammino, ci si trova con un pugno di mosche. Nota Gembillo: «Qualcosa a cui non si può applicare il concetto di divisione non è nemmeno descrivibile in senso materiale» (Cfr. G.GEMBILLO, Werner Heisenberg. La filosofia di un fisico). Nel tentativo di scomporre la materia, la fisica finisce per metterne in questione il concetto. Alla luce di questo, che senso possiamo attribuire ad espressioni come “particelle elementari”? Che senso possiamo dare alla ricerca dei “mattoni fondamentali” della realtà?

§1.211 L'inversione è pronta (e per la verità era già in atto da tempo): la divisione è possibile solo a certe condizioni (massa a riposo della particella molto più grande dell'energia). In altri casi, tale parola va espunta dal vocabolario o, quantomeno, deve venir presa con le molle. Si può dire che uno dei compiti fondamentali della nuova fisica diventi la chiarificazione concettuale del proprio linguaggio.

§1.2111 Ma su che piano deve avvenire una tale chiarificazione? Si tratta semplicemente di un problema logico-formale, o esso deve essere codificato ad un livello più ampio e fondamentale?
Scritto da: 5555555555 alle ore 12:16 | link | commenti (12) | categoria: appunti, frammenti, filosofia, fisica, saggi, quaderno

Commenti
#1   31 Ottobre 2007 - 15:31
 
Eh, mi sa che è un problema fondamentale. Talmente fondamentale che è di quei problemi che io cerco sempre di bypassar. Anche perché per fortuna non son fisico, che sennò di questi tempi sarebbe dura. Oppure no, perché se la pensassi da fisico, amerei una situazione del genere.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Todomodo

#2   31 Ottobre 2007 - 16:30
 
@todomodo: In effetti propenderei pure io per il "fondamentale". E ti assicuro che il divertimento non è solo dei fisici ;)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 5555555555

#3   31 Ottobre 2007 - 19:55
 
Uh che bello riuscire a capire l'argomento del post dalle prime parole, XD
Ovviamente sono scorretta, sono cose di cui mi hai già parlato e di cui ovviamente al massimo saprei fare l'analisi grammaticale.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bellallegria

#4   01 Novembre 2007 - 01:06
 
@bellallegria: Hai visto? A volte riesco ad essere chiaro persino io...(o forse son semplicemente banale)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 5555555555

#5   01 Novembre 2007 - 10:24
 
Nahhh
in realtà non sei né chiaro né balanel
sono io ad essere meravigliosamente intuitiva (o forse ho solo una buona memoria).
O forse, bttuaimola sul divino, è volere divino che io sappia di cosa parli (non ho detto "capisca", chiariamo...)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bellallegria

#6   01 Novembre 2007 - 17:23
 
@bellallegria: carina la storia del volere divino ;)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 5555555555

#7   01 Novembre 2007 - 22:47
 
ma è quell'eisenberg che si scrive senza H iniziale?
oppure un altro che si scrive proprio Heisenberg e quindi ho preso un abbaglio?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente imnotweird

#8   02 Novembre 2007 - 05:16
 
@imnotweird: è l'Heisenberg con l'H ;)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 5555555555

#9   03 Dicembre 2007 - 14:25
 
distinguerei il logico dal formale, caratterizzandolo come problema logico fondamentale...sò che dà un punto di vista ossimoricamente rigoroso filosofico stò bestemmiando, ma ho come l'impressione che siamo trasportati dall'inerzia del sensibile...l'uomo è sfurtunato nel vivere così bassi livelli eneretici...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Quanto

#10   03 Dicembre 2007 - 15:15
 
@Quanto: per quanto un problema logico può essere fondamentale, rimane pur sempre un problema formale. E' in questi bassi livelli energetici che viviamo e, quindi, non ci resta che parlare a partire da questi. Ora, questa chiarificazione del linguaggio che invocavo, avviene ad un livello fondamentale, nel senso che deve trovare luogo nel momento in cui il logos matematico tenta di dire la natura. E Galileo e Kant sapevano benissimo che anche quando tale logos si fa così astratto da essere quasi impercettibile, vi è sempre presente l'elemento natura. Ovvero: quando facciamo matematica, quando facciamo della scienza - se è vero che nella scienza si è sempre di più affermato questo paradigma galileano -, diamo per presupposto di dire sempre qualcosa di naturale che è realmente tale. Perciò è ad un livello fondamentale che deve avvenire questa chiarificazione, ad un livello ontologico, diciamo così. A quel livello in cui il logos, la nostra capacità di conoscere (anche se traducendo così logos banalizziamo un po' la cosa), si dà nel suo momento originario: quando dice che se parla è sempre per dire una cosa naturale (siamo nell'ambito del rapporto tra parole e cose). Quindi, credo che il problema non sia solo logico. E questo lo dice apertamente anche Heisenberg in "Fisica e filosofia" e, suppongo, anche per Bohr ed Einstein non si trattava di un problema logico, per quanto fondamentale possa mai essere un approccio di tipo logico alla questione. Il problema è il rapporto logos-on, parola-cosa: per questo la meccanica quantistica fu così sconcertante, perché agli scienziati è sembrato che quella matematica che stava dietro le matrici, dietro Planck, non dicesse niente, o comunque che non diceva nessun ente naturale. Ma qui sto andando troppo oltre: prometto di ritornare più a fondo sulla questione e di organizzare un po' meglio le idee.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 5555555555

#11   03 Dicembre 2007 - 15:48
 
sei chiarissimo anche quando l'entropia delle tue risposte sbaraglerebbe qualsiasi forza Gibbsiana:).
Chiarita la questione del formale, il diverbio era frutto della mia scarsa preparazione epistemologica, avendo inteso il formalismo non come la nota sintesi matematica piuttosto comecome atto di classificazione nelle categorie di indagine, mi viene un prurito scatenato dall'antropologico disagio nel trascendere la materia di cui vorrei dibattere....
ehm qui urge birra;)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Quanto

#12   03 Dicembre 2007 - 16:17
 
@quanto: eh sì, a volte sono entropico. Sull'arte del trascendere: essa è solo apparenza, dopo che Dio è morto. La questione ontologica è molto più immanente di quanto pensiamo: si tratta della possibilità stessa su cui la fisica fonda la propria capacità di dire "veramente" come stanno le cose...Più immanente di così...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 5555555555

Commenti
Chi Sono
Blogger: 5555555555
"Era la mia integrità che mi importava. È così egoistico? è a buon mercato, però è tutto ciò che ci resta. È l'ultimo centimetro di noi che ci resta... ma in quel centimetro siamo liberi. Morirò qui. Ogni centimetro di me perirà... tranne uno. Un centimetro. È piccolo, è fragile ed è l'unica cosa al mondo che vale la pena d'avere. Non dobbiamo perderlo, o venderlo, o cederlo. Non dobbiamo permettere loro di portarcelo via" (Valerie)

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Odi et Amo
Odio
I blog con odi et amo
Le solite cose
svegliarmi presto

Amo
I blog senza odi et amo
Ciò che è diverso
svegliarmi tardi
Shinystat
Foto Recenti
Che cos'è la filosofia Che cos'è la filosofia
Vedi altri media
Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Siamo in
*loading* visite
Testo scorrevole
"Nei prodotti psicotici è spesso presente una ricchezza di significato che altrove si incontra soltanto nel genio" (Carl Gustav Jung)
Crediti


Heracleum blog & web tools