"La grande notte disordinata e tiepida che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
venerdì, 07 dicembre 2007
XXXVIII

- Lei partirà – disse Alberto.
- Lo so – gli feci io.
- Cosa pensi di fare? – Alberto.
- Immagino che dovrò lasciarla andare – io, rassegnato.
- Perché non le chiedi di restare qui con te?
- Ci ho provato, ma non ci riesco – risposi.
- Hai paura?
- Sì, ho una fottuta paura di perderla.
In quel preciso istante ho attaccato il telefono e ho deciso che la conversazione era diventata insostenibile. Erano le due e trentuno della notte. Fuori faceva un freddo cane. Per un attimo ho creduto di aver sbagliato tutto e sono andato a farmi la doccia. Subito dopo ho infilato l'accappatoio e i capelli bagnati mi hanno fatto pensare. Sarebbero passate quasi due stagioni prima di poterla rivedere, e l'aria che sarebbe andata man mano intepidendosi avrebbe reso la nostra distanza sempre più insopportabile. Così ho pensato che il tempo ti colpisce alle spalle quando meno te l'aspetti: quanto più credi di essere felice tanto maggiore sarà la possibilità della sconfitta.
Poco più tardi, quella stessa notte, ascoltai un vecchio De André.  E le mandai un messaggio sul cellulare: "Sono pronto ad aspettarti. Vedrai: andrà tutto bene". Ricordo che mi addormentai di colpo, senza una risposta. Ma pensai per davvero che sarebbe andato tutto bene...
Scritto da: 5555555555 alle ore 03:26 | link | commenti (11) | categoria: racconti, diario, frammenti, prosa

Commenti
#1   07 Dicembre 2007 - 09:05
 
avevi l'età che non porta dolori, e il vento era un mago, la rugiada una dea...aspetta domani per avere nostalgia...andrà tutto bene, il biancio energetico è a tuo favore..vostro (scusa l'intromissione)
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#2   07 Dicembre 2007 - 12:23
 
Una sconfitta deve almeno avere una battaglia come genitrice.
Le sconfitte orbe di parentela si chiamano rese.
Io preferisco queste ultime , meno coreografiche forse , ma più utili quando si tratta di portar a casa intatte vita , uniforme e masserizie varie.
E poi , una resa dignitosa avrà pur un suo valore estetico , no? :)
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#3   07 Dicembre 2007 - 13:49
 
@Quanto: Sai che l'avevo detto dell' "aspetterò domani per avere nostalgia"? Da un punto di vista chimico-fisico, in effetti, la situazione è più che buona...

@GenerALEinverno: è vero: anche secondo me una resa può essere più spettacolare di una sconfitta. Tuttavia si trattava proprio di un agone tra il tempo e chi dentro il tempo vive. La sostanza è che il tempo, volenti o nolenti, si prende via tutto. Eppure rimane un piccolo spiraglio: qualcosa che ti fa dire che, comunque, andrà tutto bene...
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#4   08 Dicembre 2007 - 04:08
 
Ho scoperto il nome. E non perché l'abbia chiesto io. Come al solito mi sento impotente. E capisco chiaramente perché ho sempre sentito come particolarmente affine alla mia la natura di Pavese. Perché anch'io vivo nel rifiuto.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Dammerung

#5   08 Dicembre 2007 - 14:51
 
@Dammerung: il nome è un passo avanti ;) Pavese è un'ottima lettura, e sono convinto che le nostre letture le scegliamo anche per via di una certa affinità chimica. Però io vedrei di fare un po' di farina, magari mentre quell'uomo parla dell'apeiron di Aristotele e dei numeri transfiniti di Cantor, sputtanando quest'ultimo allegramente per via dei suoi errori concettuali, hihi ;)
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#6   08 Dicembre 2007 - 19:44
 
Lo so, Gigi, hai ragione. Toericamente sarebbe la cosa migliore. Pavese non lo leggo da molto, è stata soprattutto una lettura adolescenziale, i suoi libri li ho consumati, mi è tornato in mente nella situazione specifica. Poi c'è da dire che credo non ci sarà molto da accocchiare. Sarà l'ennesima situazione comica. "Allora, nei momenti di solitudine, quando il rimpianto diventa abitudine, una maniera di viversi insieme, si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere".
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#7   08 Dicembre 2007 - 19:56
 
P.S. Ho dimenticato una cosa, e non è da poco. Pare che la giovane piaccia pure a Lo Sapio. E non vorrei creargli dei problemi nel caso in cui decidesse di cimentarsi. Anche perché penso che lui sarebbe nettamente avvantaggiato da vari fattori, in primis la sua maggiore capacità di approccio. In realtà darei solo fastidio, nemmeno come un tafano(nobile paragone- vedi Apologia di Socrate), ma come un moscerino.
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#8   09 Dicembre 2007 - 15:02
 
...T'addormentasti così di colpo che finisti per non inviarlo -_-

E comunque, non
vedrò
ma
vedremo, XD

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#9   09 Dicembre 2007 - 17:01
 
@Dammerung: suppongo si necessiti di un'azione, seppur minima...

@bellallegria: Giuro che l'ho mndato, ma l'etere fu contro di me...Vedremo? Mmm, vedremo, vedremo :)
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#10   10 Dicembre 2007 - 02:34
 
"... per certe donne è una questione di stile /
ah, che disgrazia le questioni di stile... /
Lui si guarda intorno e non c'è un'ombra nella quale sparire... /
Lui si guarda intorno e non c'è un'ombra nella quale scomparire... Eh no..."
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#11   10 Dicembre 2007 - 03:20
 
@Dammerung: siamo a Fossati; no Danì, non va bene..
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