"La grande notte disordinata e tiepida che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
sabato, 15 dicembre 2007
XL

“Il mondo esterno aveva le sue proprie leggi,
e tali leggi non erano umane”


MICHEL HOUELLEBECQ

Ci fu un lungo attimo in cui sembrava che Vittorio non avesse il coraggio di riagganciare. Gli aveva telefonato suo zio Giacomo, per dirgli che Delio stava male. Molto male. “Gli hanno fatto tutti gli esami del caso e ormai aspettano sola la biopsia, ma non mi hanno lasciato speranze: Delio ha il cancro”. A Vittorio sembrò, a quel punto, di percepire un pianto dirotto. Per un attimo pensò che gli sarebbe successa la stessa cosa, ma non fu così. Si accorse, infatti, che di Delio sapeva poco, troppo poco per poter piangere per lui. Ma nonostante ciò, fu abbastanza lucido per trovare qualche parola di conforto e per dire a suo zio di essere a disposizione “per ogni evenienza”; cosa che, tra l'altro, fece con una certa sincerità e con tutta la spontaneità che gli era possibile. Si salutarono, poi, all'una e trentacinque circa, quando l'uno smise di piangere e l'altro si convinse che non sarebbe mai riuscito a farlo.
Terminata la telefonata, Vittorio andò in cucina a prepararsi una camomilla. Mentre apriva il gas, pensò al fatto che Delio aveva solo diciotto anni. Aprì il mobile e prese la tazza. E lo zucchero. I tre soliti cucchiaini sarebbero bastati. Lasciò l'acqua a bollire e si diresse verso la finestra. Indugiò, ma uscì fuori lo stesso.
Aveva esitato, prima, perché faceva molto freddo; eppure, quando si trovò davanti allo spettacolo di quella montagna di cui poteva distinguere così nitidamente la vegetazione, di cui poteva persino immaginare la vita che vi prolificava, si trovò a ringraziare quella perturbazione polare che aveva portato le cose a quella trasparenza così unica e irripetibile. Pensò, in quel momento, che ogni singolo attimo di ogni singola esistenza è così unico ed irripetibile. Non l'esistenza tutta, ma ogni singolo attimo di essa: la differenza gli era chiara, anche se forse non era nemmeno riuscito ad esprimerla bene in parole.
Tornò dentro, meno infreddolito di quanto si aspettasse. Tagliò una piccola fetta di limone e versò l'acqua, ora caldissima, nella tazza. Girò velocemente per diluire lo zucchero e perché il tutto prendesse il più presto possibile il sapore della camomilla. Vi guardò dentro e vi trovò la verità su tutta quella faccenda. Lui Delio non lo conosceva: le loro famiglie non si erano mai frequentate molto, per quanto fossero all'apparenza in buoni rapporti. A parziale scusante di questo, c'erano il fatto che avevano sempre vissuto in città diverse e il divorzio dei genitori di Vittorio, quando loro erano piccoli. Ma c'era in lui, comunque, la netta sensazione di aver ricevuto un duro colpo. Avrebbe voluto stringergli forte la mano e farglielo sapere, ma forse non era giusto, forse non poteva nemmeno permetterselo. Allora abbassò lo sguardo e soffiò forte. Era già seduto quando si accorse di avere le gambe che gli tremavano. Anche quella volta, si sentì in colpa. Anche quella volta, il dolore sarebbe stato più forte di tutto.
Scritto da: 5555555555 alle ore 04:30 | link | commenti (12) | categoria: racconti, frammenti, prosa

Commenti
#1   15 Dicembre 2007 - 16:29
 
quelle leggi 'non umane' che si cerca di raggirare, con scarsi risultati.
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#2   15 Dicembre 2007 - 16:40
 
@imnotweird: e già. A volte ci illudiamo di poterle aggirare, poi basta leggere Houellebecq per rinsavire...Oppure basta un po' di dolore per ricordarsi come vanno certe cose.
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#3   15 Dicembre 2007 - 20:44
 
Tempo fà, ero sveglio da ore, mentre Rà iniziava ad amoreggiare col nulla, e mi concentravo, in quel momento di massima quiete (l'alba è il momento più freddo del giorno, dove trovare quiete se non nelle basse temperature?) nel ricordare quanti lustri erano scorsi, senza che lacrima ferisse le miei zigomi.
A distanza di poco quel gesto che a principio di quel dì mi pareva tanto innaturale, sarebbe stato tanto difficile da reprimere.
Il dolore, i sensi di colpa, sono i sentimenti, le senzazioni che ci espongono al mondo, nudi, in tutta la nostra forza, in tutta la nostra dignità.
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#4   16 Dicembre 2007 - 19:15
 
@quanto: è probabile che il grado della nostra umanità sia strettamente correlato all'intensità dei sentimenti che riusciamo a vivere.
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#5   16 Dicembre 2007 - 19:24
 
suppongo sia la definizione stessa di grado di umanita.
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#6   16 Dicembre 2007 - 20:05
 
@quanto: già. Vado a farmi la doccia e ci penso...
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#7   17 Dicembre 2007 - 17:42
 
Rif. #2
La nostra mente è strutturata per la rimozione ( nemmeno tanto) mirata del dolore. Per questo siamo costretti a rappresentarlo ovunque...
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#8   17 Dicembre 2007 - 19:13
 
@GenerALEinverno: concordo pienamente...
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#9   19 Dicembre 2007 - 11:11
 
...della vita...farne lettera...raccontare

un soffio
Lu
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#10   22 Dicembre 2007 - 11:28
 
Photobucket
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#11   22 Dicembre 2007 - 16:46
 

Buon Natale!!!
ciao
do'
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#12   23 Dicembre 2007 - 19:51
 
@pianofortepiano: la leggerezza è essenziale nello scrivere. E avremo sempre bisogno di poesia...

@doy: buon natale anche a te
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