"La grande notte disordinata e tiepida
che ci assale va ricevuta con un canto che tenga molto della sua essenza" (A.Mutis)
LVI
La strada è deserta. Niente luci negli specchietti. Mi viene in mente di quella volta che ho fatto un viaggio che non finiva più e mi mettevo il mare sempre alle spalle e allora penso che le cose cambiano. E pure in fretta. Poi vedo un altro tizio che come me guida alle tre del mattino ma va piano per accendersi una sigaretta e lo invidio. Lo invidio perché magari è più felice di me.
La strada intanto si è fatta più lunga. Cerco le chiavi di casa nella tasca dei pantaloni e penso che morirò giovane.
…Vivian è tornata a Londra tre mesi fa. Prima di partire mi disse che non credeva nei rapporti a distanza e che ero stato una frana perché non le ero stato abbastanza vicino. Mi disse che gli amori non durano e che tutto è destinato a finire. Io non le dissi che non la pensavo così perché forse a me andava bene. Perché forse mi andava bene che se ne andasse, nonostante ne fossi ancora innamorato.
Perché forse era meglio salutarsi senza la promessa di doversi rincontrare.